V. 27 N. 1 (2024)
Articoli

"Domus Nova" e i sardismi danteschi (per DVE i xi 7)

Fabrizio Franceschini
Università di Pisa

Pubblicato 2025-04-01

Parole chiave

  • Dante,
  • De vulgari eloquentia,
  • Sardegna,
  • Domusnova,
  • donno,
  • studi medievali
  • ...Più
    Meno

Abstract

Questo saggio risolve un’aporia che ha afflitto sino ad oggi la discussione sulle forme attribuite ai sardi nel De vulgari eloquentia. L’espressione domus nova, offerta dai tre antichi manoscritti del trattato, appariva non corrispondente né al singolare sardo domo/domu nova né al plurale domus novas, nome di un borgo della Sardegna meridionale appartenente al conte Ugolino e pertanto probabile fonte di ispirazione per Dante. Quindi il testo è stato emendato per adeguarlo alle forme sarde o, con l’idea che Dante proponesse espressioni non reali ma abnormi, si sono congetturate lezioni quali «dominus nova et domus novus» e «dominus nova et domus meus», invece di «domus nova et dominus meus» presente in due antichi manoscritti. Il saggio, attraverso l’esame di molti documenti latini e volgari sinora trascurati, mostra invece che, nell’arco di vita di Dante, il nome del citato borgo è Domus Nova, per cui la lezione tramandata dai codici corrisponde a una realtà linguistica presente in Sardegna. Lo stesso vale per dominus, alternante col sardo donnu e col toscano donno e dòmino in specifico riferimento ai signori dei giudicati sardi, quali furono Nino Visconti e il conte Ugolino. La lezione «domus nova et dominus meus» risulta dunque confermata da questo nuovo quadro documentario, che al contempo mostra come toponimo, accanto a Domusnova, Domusnovo. Tale forma permette un confronto, sinora inedito, con la lezione «domus nova et domus novus» offerta da un autorevole codice. L’ultima parte del saggio discute le implicazioni che tale confronto comporta sul piano della tradizione dell’opera, se non della sua composizione.